Lavoro

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Questa sezione è destinata alla branca del diritto del lavoro e persegue lo scopo di mettere in luce le diverse problematiche riscontrabili in questo settore con particolare riferimento alle evoluzioni legislative in materia.

Istruzione

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Quest’area è dedicata ad aspetti oggetto di frequente contenzioso in ambito amministrativo inerenti, in particolare, il diritto allo studio e l’accesso alle forme di abilitazione accademiche strettamente connesse al ramo dell’istruzione.

Altri diritti

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Questa categoria mira a costituire un osservatorio sulle novità normative e giurisprudenziali di maggior rilievo ed interesse, la cui violazione è suscettibile di avere una più o meno pressante incidenza sulla vita dei cittadini.

Editoriale

  • a cura dell'Avvocato Michele Bonetti
    Vizio dell’anonimato: il peccato originario
    Vizio dell’anonimato: il peccato originario Correva l’anno 2007 ed in un test, molto similare a quello attuale, venivano adottate modalità di svolgimento della prova non sufficienti a garantire l’anonimato. Nel test del 2007, pregno di brogli e procedimenti penali riuniti dalla Procura di Roma per le varie sedi universitarie della Repubblica, il problema nasceva dalla presenza all’interno della scheda anagrafica, oltre al nome e cognome del candidato, di un codice alfanumerico posto immediatamente sotto il codice a barre. L’alto Commissario per l’Anticorruzione propose così l’eliminazione di detto codice: levando quella semplice riga dal test l’anonimato non sarebbe più stato leso. Come del resto accade in quasi tutti gli altri concorsi pubblici le cui prove preselettive iniziano col test. Il codice a barre, infatti, rimane comunque leggibile, nel senso che dalla lettura ottica si evince proprio il codice segreto; basta un qualsiasi smartphone dotato di un’applicazione gratuita scaricabile da Google per leggere tali codici; proprio come…
L'attuazione del processo amministrativo telematico ed il quadro normativo
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Nonostante il 16 febbraio scorso sia stato pubblicato il tanto atteso DPCM n. 40/2016, recante le regole tecnico-operative per l’attuazione di detto processo, il quadro normativo appare scarno
LA LIEVE ENTITÀ DEI FATTI NELLE FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI, ALLA LUCE DEL NUOVO ART. 2621-BIS C.C.
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Recita l’art. 2621-bis c.c.: “Salvo che costituiscano più grave reato, si applica la pena da sei mesi a tre anni di reclusione se i fatti di cui all'articolo 2621 sono di lieve entità, tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta.

La Suprema Corte torna a pronunciarsi sull'istituto di cui all’art. 384, co. 1, c.p.: nota a Cassazione penale
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Nota a Cassazione penale, Sez. VI, 20 aprile 2015 n. 16443: la causa di non punibilità prevista dall’art. 384, comma 1 c.p., in favore di 

L'accesso agli atti di gara: caratteri di specialità e aspetti problematici nel nuovo Codice dei Contratti pubblici
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Il Dlgs 18 aprile 2016 n. 50 ci porterà a riscrivere alcune pagine sull’accesso agli atti nei contratti pubblici,