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Pubblicato in Altri diritti

Incertezza delle regole e competitività: il punto dell’AIPDA al convegno nazionale di Napoli

by Alessandra Scafuri on18 Ottobre 2014

Il capoluogo partenopeo torna ad assumere il ruolo di capitale del diritto: l’Associazione italiana dei Professori di Diritto Amministrativo si è riunita nei giorni 3 e 4 ottobre nel Dipartimento dell’Università degli Studi Federico II per proseguire il suo ciclo di incontri su una tematica quanto mai rilevante, ossia  l’incertezza delle regole.

Ecco che emerge lo scopo dell’Associazione di assicurare un tavolo specialistico dei maggiori problemi di diritto amministrativo e delle questioni più interessanti relative all'organizzazione della ricerca e all'insegnamento della materia.

La Prof.ssa M.A. Sandulli, Presidente AIPDA, nel suo saluto introduttivo ha espresso preoccupazione per l’attuale quadro normativo caratterizzato da discrasie, contrasti, e soprattutto lacune che compromettendo l’imparzialità della funzione giurisdizionale minano notevolmente la certezza del diritto, principio irrinunciabile di civiltà giuridica e valore primario dello Stato di diritto.

La mancata “presa di posizione” da parte del legislatore in ordine ad una determinata questione produce un forte impatto sull’attività interpretativa del giudice, che pertanto rimane privo del suo “punto di riferimento” legislativo. Se il giudice coraggioso stimola una risposta, il Parlamento rimane silente, anche a fronte di accesi dibattiti giurisprudenziali, in barba alla cooperazione tra i poteri.

Il problema è decennale ma oggi sembra essersi rafforzato: tutti noi, tecnici e in primis cittadini, conviviamo con un sistema che non permette alcuna ragionevole previsione sulle conseguenze giuridiche dei propri comportamenti. In tal modo ciò ci riconduce a quello stato di natura che nella visione hobbesiana poneva gli uomini in contrasto tra loro.

Se volessimo trovare la causa di tale situazione, potremmo pensare al susseguirsi di esecutivi tecnici, non eletti democraticamente, che ha determinato l’avvento di continui “cambiamenti di rotta”, lasciando alla deriva gli operatori del diritto. Metafore marinare a parte, durante il convegno si sono affrontate numerose questioni irrisolte, quali quelle concernenti la natura e gli effetti della s.c.i.a., le sanzioni “limpide” e le sanzioni “nascoste” nella responsabilità amministrativa.

Inoltre non si può non richiamare la questione richiamata più volte all’attenzione dalla Prof.ssa Sandulli sulla gradazione degli effetti della pronuncia di annullamento ed i suoi risvolti nell’effettività della tutela giurisdizionale, da sempre stella polare e ragion d’essere del processo amministrativo, come anche il tema dell’ordine di esame del ricorso principale ed incidentale.

Un’ulteriore conseguenza dell’incertezza normativa è rappresentata dalla perdita di competitività del nostro Paese, dal momento che gli investitori temono l’instabilità politica e tutto ciò che comporta.

Tuttavia, come evidenziato dal Prof. Chiti, l’incertezza non è solo un “male italiano” ma si innesta anche a livello sovranazionale.

Pertanto il legislatore odierno dovrebbe assicurare una continuità di vedute anche facendo leva sui suggerimenti degli esperti e riacquistando la funzione direttiva conferitagli dalla Costituzione.

 

Ultima modifica il 18 Ottobre 2014