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Pubblicato in Editoriale

CHI DI TEST FERISCE DI TEST PERISCE

L’INVALSI, di cui si è già trattato in un recente articolo della nostra rivista (http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/altri-diritti/item/652-invalsi-il-problema-della-valutazione-dei-valutatori), è un istituto che produce test temuti da studenti e professori ma che non è esente da problemi di “valutazione”.

A dirlo, ovviamente non in questo modo, è il Consiglio di Stato, che ha annullato un concorso INVALSI ordinando di ripeterlo.

I ricorrenti lamentavano che i vincitori avevano lavorato con i Commissari giudicanti, nonché i criteri di valutazione insufficienti per assicurare trasparenza nella valutazione delle prove da parte della commissione.

Il parametro da rispettare era “l’accertamento della valutazione e professionalità dei candidati”, ovvero un parametro eccessivamente generico e tautologico non in grado di garantire la trasparenza dell’operato della commissione imposta all’azione amministrativa dall’art.97 Cost.

Il solo voto numerico ai candidati era evidentemente insufficiente per individuare le motivazioni poste a base del giudizio dei Commissari che, presumibilmente a seguito di una reazione veemente dei concorrenti, hanno deciso di sanare ex post tale vizio.

In poche parole anche a seguito di lettere, diffide ed accessi agli atti da parte dei candidati, l’INVALSI provvedeva, a circa un mese di distanza dallo svolgimento della prova, a motivare i suoi “oscuri” giudizi sino ad allora esplicati con un solo voto numerico.

Il Consiglio di Stato, tuttavia,  nel parere 26 settembre 2012 non si accontentò della motivazione ex post ritenendo “discutibile” l’operato della commissione, che ha parificato il difetto di motivazione ad un vizio meramente formale sanabile successivamente.

Il Consiglio di Stato accoglieva, così, le nostre tesi riportate nel ricorso secondo cui il difetto di motivazione costituisce un vizio sostanziale che “induce a ritenere l’operato della commissione stessa carente sotto il profilo della trasparenza e della necessità di assicurare un’adeguata par condicio tra i candidati”.

Grazie al prezioso intervento del ricorso patrocinato dallo Studio legale Avv. Michele Bonetti & Partners, il concorso veniva annullato.

Volete sapere come si è conclusa la vicenda? Lo riferisce sempre Il Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/04/invalsi-spunta-concorso-col-trucco-dopo-tre-anni-si-ripete-vincono-stessi-candidati/638254/), il concorso venne rifatto e si ripresentarono i quattro vincitori del concorso annullato.

La data prescelta stavolta era il 18 giugno, guarda caso il giorno dopo gli esami di Stato degli studenti delle medie, giudicati proprio dall’INVALSI.

Il risultato, in maniera sorprendente, rimane lo stesso. Stessi vinti e stessi vincitori e soprattutto stessi commissari, tranne uno, nelle more diventato Commissario straordinario INVALSI.

Non ci resta pertanto che attendere nuovamente l’esito del giudizio della magistratura, considerando che i candidati lamentano collaborazioni in altre attività professionali di commissari con alcuni candidati.

Ed i candidati esclusi? Dovranno scegliere tra fare ricorso o aspettare la terza edizione di questo concorso, considerando che in premio non vi erano solamente gli aumenti economici per il futuro, ma anche la corresponsione di emolumenti e arretrati antecedenti alla data della vincita del primo concorso.

 

 

Ultima modifica il 15 Marzo 2014