Editoriale

Vizio dell’anonimato: il peccato originario
Pubblicato in Editoriale
Correva l’anno 2007 ed in un test, molto similare a quello attuale, venivano adottate modalità di svolgimento della prova non sufficienti a garantire l’anonimato. Nel test del 2007, pregno di brogli e procedimenti penali riuniti dalla Procura di Roma per le varie sedi universitarie della Repubblica, il problema nasceva dalla presenza all’interno della scheda anagrafica, oltre al nome e cognome del candidato, di un codice alfanumerico posto immediatamente sotto il codice a barre. L’alto Commissario per l’Anticorruzione propose così l’eliminazione di detto codice: levando quella semplice riga dal test l’anonimato non sarebbe più stato leso. Come del resto accade in quasi tutti gli altri concorsi pubblici le cui prove preselettive iniziano col test. Il codice a barre, infatti, rimane comunque leggibile, nel senso che dalla lettura ottica si evince proprio il codice segreto; basta un qualsiasi smartphone dotato di un’applicazione gratuita scaricabile da Google per leggere tali codici; proprio come accade quando si fa la spesa in un supermercato: su ogni prodotto vi è un codice a barre senza un “numero segreto”.
EMIGRANTI D’ALBANIA: STIAMO SPARANDO SUI GOMMONI?
Pubblicato in Editoriale
Ad oggi, 44.000 studenti italiani varcano i confini del nostro paese per rifugiarsi all’estero, e ciò a causa del sistema di sbarramento all’accesso ad alcune facoltà. Il becero sistema della lotteria dei quiz, imposto per accedere all’Università, costringe difatti aspiranti medici, odontoiatri, liberi professionisti, ma anche aspiranti economisti e ingegneri, a recarsi all’estero perché il nostro Paese non permette loro di studiare.
CHI DI TEST FERISCE DI TEST PERISCE
Pubblicato in Editoriale
L’INVALSI, di cui si è già trattato in un recente articolo della nostra rivista (http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/altri-diritti/item/652-invalsi-il-problema-della-valutazione-dei-valutatori), è un istituto che produce test temuti da studenti e professori ma che non è esente da problemi di “valutazione”.
Il nostro percorso con Lavocedeldiritto ha inizio con il noto “articolo di fondo” che accompagna, in modo particolare nel suo esordio, ogni prodotto editoriale di tal genere. In questo spazio gli editori generalmente si dedicano a comunicare la linea di pensiero della testata giornalistica; il mio auspicio è che possa fornire una vera e propria chiave di lettura per le tematiche che costituiranno oggetto della vostra attenzione in queste pagine. Questa rivista, che si compone di tre macro-aree - nello specifico i settori del mondo del lavoro, dell’istruzione e di tutti gli “altri diritti” - concerne argomenti attuali e discussi nella realtà quotidiana, quali l’accesso alle Università italiane, e persegue il prevalente intento di opporsi a chi viola diritti fondamentali, elevando a linea-guida la devozione per il valore delle libertà individuali, fondamentali in uno Stato di diritto.