ESAME ABILITAZIONE PROFESSIONE FORENSE: IL TAR NAPOLI ACCOGLIE IL RICORSO PER L'ERRATA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE ESAMINATRICE
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È di poche ore l’accoglimento in sede cautelare del ricorso presentato innanzi al TAR Napoli da una dottoressa in legge avverso il giudizio di inidoneità alla prova orale dell’esame di abilitazione alla professione forense per l’anno 2017. Gli elaborati scritti della ricorrente erano stati difatti ritenuti insufficienti dalla Commissione di Roma con conseguente esclusione dalla procedura.

La principale censura avanzata dalla dottoressa riguardava l’errata composizione della Commissione in fase di correzione che, nel caso di specie, difettava della presenza di un componente rappresentativo del mondo della magistratura, al contrario di quanto disposto dall’art. 47 della Legge n.247/2012. La norma infatti sancisce che la commissione di esame e' nominata, con decreto, dal Ministro della giustizia ed è composta da cinque membri effettivi e cinque supplenti, dei quali: tre effettivi e tre supplenti sono avvocati designati dal CNF tra gli iscritti all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, uno dei quali la presiede; un effettivo e un supplente sono di regola prioritariamente magistrati in pensione, e solo in seconda istanza magistrati in servizio; un effettivo e un supplente sono professori universitari o ricercatori confermati in materie giuridiche”.

Trattasi di composizione che consente che la correzione dei compiti possa avvenire con una diversa gradazione e sensibilità, a seconda del diverso ruolo ricoperto dal singolo membro della sottocommissione a cui gli scritti vengono assegnati.

Sul punto, inoltre, è intervenuta anche l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che, con ordinanza n. 18/2018, ha sottolineato il venire meno del principio di fungibilità dei componenti delle commissioni giudicatrici degli esami di abilitazione alla professione d’avvocato, esigendo dunque il pieno rispetto della esatta composizione della commissione, necessariamente composta da tutti i componenti appartenenti alle categorie indicate dal sub. art. 47. Si legge infatti nella pronuncia che risulta viziato l’operato delle sottocommissioni di esame che procedano alla elaborazione dei subcriteri, alla correzione degli elaborati scritti, ed alla celebrazione dell’esame orale in assenza di commissari appartenenti a ciascuna delle categorie professionali indicate sub art. 47 della legge n. 247/2012”.

Nel rispetto di questa disposizione, il Tar Napoli ha quindi disposto la ricorrezione dei pareri svolti dalla candidata che dovrà avvenire, secondo i dettami della sopra citata disposizione, da parte di una diversa sottocommissione presso la Corte di Appello di Milano.

 

ESAME PER L’ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO: LA NECESSARIETA’ DELLA MOTIVAZIONE PER LE VALUTAZIONI VICINE ALLA SUFFICIENZA
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Probabilmente in molti, nel corso degli anni, non avendo visto il proprio nome tra i soggetti ammessi alla prova orale ed incuriositi dagli errori che gli sono costati un anno di attesa, hanno provveduto a presentare all’Amministrazione competente un accesso agli atti al fine di esaminare la propria prova. Tuttavia, spesso dette prove, nonostante non siano state valutate con votazione sufficiente, ma comunque vicina al voto di 90 richiesto per l’accesso alla prova orale, non presentano alcuna motivazione o comunque correzioni che possano giustificare il mancato raggiungimento del punteggio richiesto, situazione che fa sorgere spontanei diversi interrogativi: perché non ho superato la prova? cos’ho sbagliato?